21 Aprile 2017

Un bilancio di quattro anni da freelance

Da tre giorni non sono più freelance. Martedì la commercialista ha mandato la partita IVA della nuova società che ho aperto con Enrica e ora tecnicamente sono socio amministratore di una S.n.c. Ho pensato che fosse un buon momento per fare un bilancio degli ultimi quattro anni: quindi eccolo.

2013

Il 2013 è l’anno in cui sono diventato freelance – più per necessità che per scelta. Ho iniziato con la ritenuta d’acconto – una scelta che tornassi indietro non rifarei – e fatto letteralmente qualsiasi cosa, ma soprattutto siti e consulenze di comunicazione online. Da marzo a dicembre ho fatto nove preventivi – sei me li hanno accettati, tre no. Ho fatturato più o meno dodicimila euro – più la liquidazione del vecchio lavoro con cui ho comprato il MacBook Pro che uso ancora, in offerta da MediaWorld – e a pensarci oggi non so come sia riuscito a sopravvivere.

Andavo un sacco in giro – in macchina dai clienti, in treno su e giù da Milano – e ero allo stesso tempo terrorizzato e in preda a una specie di euforia lucida – o che almeno a me sembrava lucida. Avevo le idee incredibilmente confuse, la paura costante delle tasse da pagare e di restare senza soldi da un momento all’altro. Mi facevo pagare incredibilmente poco, ma comunque il doppio di quanto credevo sarebbe stato giusto farmi pagare: perché come tutti agli inizi a chiedere soldi mi vergognavo. In primavera abbiamo preso McAvoy, che nel tempo ha avuto molti altri nomi, tra cui: Sergio, Georg, McKenzie e Gatto. Oggi compie quattro anni: è nato lo stesso giorno di Enrica, ventinove anni dopo. A fine luglio è nata mia nipote Amalia, sono diventato zio per la prima volta.

2014

Il 2014 è l’anno in cui le cose hanno iniziato a funzionare sul serio. Ho fatto ventidue preventivi – dodici me li hanno accettati, dieci no. Ho fatturato circa ventiduemila euro – ero nel regime dei minimi: bene ma non benissimo.

A febbraio ho iniziato a mandare questa newsletter. La prima l’ho mandata a cinquanta persone, ora siamo quasi settecento: grazie a chi è rimasto, davvero. In primavera ho messo online il sito di Federico Novaro, che tre anni dopo mi sembra sempre molto bello. A giugno mi sono sposato con Enrica e siamo andati negli Stati Uniti tre settimane. Al ritorno ad aspettarci c’era l’estate più fresca degli ultimi anni: abbiamo lavorato luglio e agosto nel silenzio incredibile della nostra vecchia casa senza versare nemmeno una goccia di sudore. A settembre ho deciso di smettere di fare qualsiasi cosa che non fossero siti – l’ho detto in pubblico e ha funzionato. A settembre ho anche scritto il post più letto di sempre sul mio blog. In autunno ho tenuto un po’ di corsi di Web Design e ho capito che non è una cosa che si può insegnare – non con un corso: è una cosa che si impara lavorandoci tutti i giorni per anni. A novembre ho perso un cliente per la prima e ultima volta: meglio così. A novembre abbiamo anche trovato la nostra nuova casa – quella in cui viviamo ancora. Abbiamo traslocato durante le vacanze di Natale.

2015

Il 2015 è l’anno in cui ho provato a prendere meno clienti e farmi pagare di più. Ho fatto dodici preventivi – dieci me li hanno accettati, due no. Ho fatturato circa ventottomila euro – rallentando verso la fine per stare nei trentamila, una scelta decisamente cretina.

A gennaio ho iniziato un lungo lavoro con Zandegù – a cui a un certo punto ha partecipato anche Enrica e che è finito a settembre con il loro nuovo sito online. Poi siamo anche diventati amici. In primavera ho iniziato a lavorare con Ehiweb rifacendo il loro blog: due anni dopo mi piace ancora molto. Ad aprile è nato Pietro, a giugno Michele: di nuovo zio, due volte in due mesi. A settembre – dopo un’estate di progetti, drammi, dilemmi ed elucubrazioni – Enrica e io abbiamo lanciato Un Nuovo Inizio: il nostro primo tentativo di rendere le consulenze scalabili, più simili a un prodotto che a un servizio. A settembre siamo andati a prendere Momo – prima però siamo andati a Londra perché Enrica ha vinto un viaggio con un gratta e vinci da Accessorize: davvero. In autunno ho fatto il nuovo sito di Massimo Potì – e per la prima volta ho fatto sul serio coi gradienti. A dicembre ho iniziato a lavorare a un progetto che mi avrebbe tenuto impegnato per i successivi sei mesi.

2016

Il 2016 è l’anno in cui ho deciso che avrei smesso di fare siti, iniziato a fare frontend e user experience, provato ad avere pochi clienti grossi per molto tempo. Ho fatto sedici preventivi – nove me li hanno accettati, sette no. Ho fatturato circa trentaquattromila euro, uscendo finalmente dal regime dei minimi. Ho sbagliato quasi tutte le previsioni.

Da gennaio a luglio ho lavorato quasi esclusivamente a un grosso progetto. Dovevano essere sei mesi tranquilli, invece è successo di tutto. A marzo Enrica è rimasta incinta di Cecilia. A maggio ho fatto il mio primo studio di usabilità: bello ma non lo rifarei, ho capito dopo. A giugno – dopo mesi di progetti, drammi, dilemmi ed elucubrazioni – abbiamo lanciato Guido quasi in sordina, una specie di esperimento a basso rischio. Sei mesi dopo aveva un po’ più di duecento utenti attivi e fatturato più o meno venticinquemila euro: esperimento my ass. Negli stessi giorni in cui abbiamo lanciato Guido il server su cui ospito i miei siti e quelli dei miei clienti ha subito un attacco DDoS, e io ho subito un mezzo esaurimento fisico e nervoso. A fine luglio siamo andati in vacanza un mese portandoci dietro Momo, prima nelle Marche, poi in Croazia. In autunno ho fatto il sito di Elena Cattaneo, quello di Cristiana Stradella, quello di Giorgio Trono, quello di Daniela Mosca. Tra settembre e ottobre Enrica ha tenuto il suo corso in classe incinta di quasi otto mesi. A fine ottobre siamo andati qualche giorno a Trieste con la scusa di State of the Net, e abbiamo fatto il nostro ultimo viaggio in due. Il 2 dicembre è nata Cecilia.

Ti va di iscriverti alla mia newsletter?

La mando il venerdì: quando riesco, nel migliore dei casi una volta la settimana. Ti mando un articolo tipo questo che hai appena letto, però direttamente per posta. Se vuoi prima di iscriverti puoi leggere le meravigliose recenzioni oppure l'archivio delle ultime newsletter.

Se ti iscrivi accetti le cose sulla privacy.